Cosa bisogna aspettarsi quando valutiamo un lavoro in una residenza sanitaria per anziani?

I fisioterapisti che scelgono di lavorare a contatto con gli anziani sono pochi, la maggior parte pensa di voler seguire gli sportivi, molti sono appassionati degli aspetti neurologici che sottendono al nostro lavoro ma quando si parla di geriatria, in fisioterapia più che in medicina, sono poche le persone che aspirano ad occuparsi degli anziani.

Il focus della fisioterapia in una casa di riposo è orientato primariamente a migliorare la qualità di vita della persona.

Cosa si intende per “migliorare la qualità di vita” va visto da anziano ad anziano.

In alcuni casi possono riprendere a camminare e, nel movimento del corpo si può osservare un miglioramento della risposta delle funzioni cognitive. Che spesso vuole dire riportarli in una situazione di orientamento spazio temporale.

In altri casi c’è da mantenere le funzioni motorie, già discrete e si può spaziare dagli esercizi di forza nella ginnastica di gruppo alla ricerca di ogni momento utile per convincerli a spostarsi dalla loro amata poltrona e farli camminare.

E ogni movimento diventa prezioso: chiedere di alzarsi per andare in bagno o per raggiungere la sala pranzo diventano delle opportunità terapeutiche, nelle quali ogni volta il cervello è costretto a recuperare uno schema motorio (alzarsi dalla sedia), questo continuo recuperare rinforza quei passaggi che sono stati fatti mille e mille volte e ci aiuta a non perderli!

Lavorare con gli anziani: non immagineresti mai i vantaggi!

In questi anni nelle case di riposo si possono trovare gli ultimi abitanti del Regno d’Italia, i quali hanno vissuto l’avvento della repubblica attorno ai 20 anni. Quando queste persone sono abbastanza lucide, ci raccontano la storia così come l’hanno vissuta, a noi resta il privilegio di poter ascoltare ciò che abbiamo solo letto sui libri.

Nelle strutture in genere gli ospiti hanno un ritmo lento e pacato, sono i lavoratori che corrono attorno a loro. E tra le richieste delle loro tante esigenze, troveranno anche il modo di dirti di riposare un po’.

Per gli anziani ogni giovane è bello, che tu sia in ordine o in disordine, ci sarà sempre qualcuno a decantare la tua bellezza.

Loro sono già passati nelle mille difficoltà che tu incontri quotidianamente, e mentre ti raccontano le loro storie, ti offrono degli spunti di riflessione per forgiare gli strumenti che potrebbero servire a te, in ciò che sarai chiamato ad affrontare.

E mentre sei lì che li fai camminare o cerchi di recuperare una funzione persa, loro ti raccontano come vorrebbero che fosse il loro funerale con una lucidità e una serenità che turba solo il lavoratore.

Ti offrono la possibilità di migliorarti e di dare un indirizzo alla tua vita che possa mantenerti in salute più a lungo possibile.

Cosa fa il fisioterapista in una casa di riposo?

Fondamentalmente il suo lavoro.

Migliora la qualità della vita del soggetto attraverso il movimento.

Entra nella definizione degli strumenti migliori per quel determinato soggetto: sia esso un seggiolone polifunzionale per garantirgli la posizione adeguata durante il giorno, un materasso anti decubito per evitare che la pelle vada incontro a lesioni oppure un ausilio per farli camminare.

Il fisioterapista fa parte di una equipe, dove al centro c’è l’anziano ma anche la salute fisica degli operatori che se ne occupano.

Ci sono molti aspetti di cui deve occuparsi, questo rende il lavoro abbastanza vario.

I progetti motori a beneficio degli anziani sono sempre ben accolti, per cui si può dare spazio all’applicazione della scienza o al proprio intelletto, facendo test e percorsi e cambiando la strada quando necessario.

Certo servono fantasia e pazienza, gli stessi ingredienti necessari per lavorare con i bambini.

Gli aspetti negativi del lavoro con gli anziani.

Non tutti hanno la fortuna di sperimentare la vecchiaia, chi la sperimenta accentua dei lati persistenti del proprio carattere e in alcuni casi esaspera dei modi di fare già presenti in gioventù.

Gli anziani possono essere molto esigenti e in qualche caso egoisti.

A volte non si curano del proprio compagno di stanza.

Sono cose da mettere in conto prima di prendere in considerazione di lavorare con loro.

L’aspetto più delicato da affrontare per chi ci lavora è la morte, è una fascia di età che porta fisiologicamente a venire a contatto con il fine vita. Ed è qualcosa a cui siamo sempre meno abituati.

Forse questi sono i luoghi in cui il processo viene maggiormente accolto e rispettato, posti in cui gli operatori sanitari sono più consapevoli e quindi più orientati alle necessità ultime di una persona che alla ricerca della pratica migliore per farlo vivere.

Così come dovremmo essere in grado di accogliere le necessità di una donna nell’atto di dare la vita, senza disturbare il processo, allo stesso modo dovremmo poter essere centrati sulle necessità di una persona che sta rallentando i propri metabolismi per poter morire.

Ecco se dovessi scegliere, forse l’aspetto più difficile del lavoro in una casa di riposo e’ il confronto frequente con il fine vita.

Per tutto il resto i lati positivi superano di gran lunga quelli negativi.

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