Prevenzione degli infortuni: la sfida di un terapeuta.

La prevenzione degli infortuni è un argomento che suscita molta curiosità in ambito scientifico. Quando parliamo di infortunio si pensa immediatamente agli atleti di alto livello o a uno sportivo. Il rischio di farsi male è un rischio comune a tutti gli esseri umani, soprattutto alle persone sedentarie. Perché una persona inattiva rischia di farsi male più di una attiva? Si tenderebbe a pensare il contrario, eppure i nostri studi professionali sono pieni di persone comuni e non necessariamente di sportivi. Una persona che non fa sport ha una povertà motoria e una bassa qualità biomeccanica dei movimenti che compie, inoltre spesso ha dei muscoli più forti di altri e uno scarso livello di forza e mobilità.

I consigli da mettere in pratica sono utili per le persone comuni come per gli atleti.

Modello sull’eziologia degli infortuni.

L’infortunio ha diverse cause: una delle maggiori è il carico di lavoro svolto. Per carico di lavoro si intende la quantità di esercizio: sia essa la camminata a passo svelto, il sollevamento pesi o il giardinaggio. Se svolgo troppa attività, tutta in una volta, sovraccarico le strutture muscolo – scheletriche e rischio di farmi male. Mi è capitato la prima volta che ho deciso di fare l’orto, per preparare un pezzetto abbastanza piccolo di terreno, mi sono bloccata con la schiena. La mia fortuna di avere l’osteopata in casa ha fatto durare il dolore appena 15 minuti.  Ma torniamo a noi. Il modello più recente (2007) nello studio delle cause dell’infortunio mette in relazione fattori di rischio interno, fattori esterni, carico ed evento scatenante. I fattori interni sono quelli genetici: età, controllo neuromuscolare, sesso. I fattori esterni: superficie di gioco, attrezzatura, ambiente. Il carico è diviso in: acuto, ossia ciò che viene fatto in una volta sola, cronico, cioè la somma del lavoro svolto in precedenza (Windt, Gabett 2017 “How do training and competition workloads relate to injury? The workload-injury aetiology model”). Negli ultimi anni si è raggiunto un buon livello di conoscenza nella prevenzione degli infortuni. Nonostante ciò l’ultima revisione in letteratura (Kalkhoven 2024 “Athletic Injury Research: Frameworks, Models and the Need for Causal Knowledge”) lamenta la mancanza di correlazione fra gli elementi che ormai sappiamo essere responsabili dell’infortunio. Quindi conosciamo gli ingredienti della torta ma non sappiamo come metterli insieme. Al rischio di farsi male contribuiscono anche: la postura, la varietà e qualità dei movimenti che siamo abituati  a svolgere, il disequilibrio muscolare, le tendinopatie e la degradazione del collagene. (Hogan “Built from broken”).

Prevenire gli infortuni: in che modo il corpo compensa il dolore?

Il ciclo di compensazione del dolore è un cerchio chiuso che vede l’avvicendarsi di diversi fattori. Carico di stress eccessivo = infiammazione = dolore e infortunio = compenso nel movimento = disequilibrio muscolare = cambio dell’assetto posturale = alterazione della biomeccanica articolare = riduzione della mobilità, stabilità articolare, forza = carico di stress eccessivo. Posso iniziare a leggere da qualsiasi parte e avere sempre gli stessi attori. La sfida di un terapeuta è quella di riuscire a interrompere il ciclo e se possibile prevenire il dolore. E tu? cosa puoi fare in autonomia? Puoi eseguire dei programmi per migliorare la mobilità e allenamenti per aumentare i tuoi schemi motori. Se ti affidi ad un professionista puoi farti prescrivere dei cicli di esercizi correttivi. L’alto grado di attenzione richiesta negli esercizi correttivi, attiva il sistema nervoso in maniera importante portando a un buon livello di lavoro il metabolismo. Provare per credere.

Riduci il rischio di farti male.

Abbiamo provato a spiegare in che modo ci facciamo male. Fai un lavoro di ufficio e nel fine settimana hai da fare dei lavori di ristrutturazione in casa o il giardino da sistemare. Quando hai finito i tuoi lavori, fai qualche esercizio di mobilità e una bella doccia calda.  Aiuterai il tuo corpo a recuperare meglio dal lavoro svolto.

Ricorda di fermarti quando arriva la stanchezza. Il sistema neurologico è meno vigile, il rischio infortunio aumenta a dismisura.

Fai  lo sportivo per lavoro? In genere hai a disposizione un buon gruppo di professionisti tra fisioterapisti, osteopati, nutrizionisti, preparatori atletici e mentali. Rivolgiti a loro con regolarità. Rinforza i muscoli che utilizzi meno, fai gli esercizi terapeutici assegnati, mangia correttamente, pratica una buona igiene del sonno. Evita di trascurare il benessere psicologico, fatti aiutare a gestire lo stress. Evita il dolore come meglio riesci. Ogni forma di dolore.

Sei uno sportivo? Trova il tuo terapeuta di fiducia e frequentalo con regolarità.

 

Lasciami la tua opinione!

Per praticare osteopatia ci vuole la laurea?

Siamo a inizio 2026, la laurea triennale che qualifica l’osteopatia come professione sanitaria è stata istituita nel 2024. L’università di Firenze è stata tra le prime ad accogliere tale novità. Il percorso si articola in 3 anni e prevede il

Leggi Tutto »

Fisioterapia negli anziani: cosa aspettarsi?

Cosa bisogna aspettarsi quando valutiamo un lavoro in una residenza sanitaria per anziani? I fisioterapisti che scelgono di lavorare a contatto con gli anziani sono pochi, la maggior parte pensa di voler seguire gli sportivi, molti sono appassionati degli aspetti

Leggi Tutto »

Pausa estiva: come faccio a riprendere la routine?

Quando arriva il caldo, inizia ad arrivare la stanchezza. E con la stanchezza il desiderio di andare in ferie. Il periodo di stop ci aiuta a ricaricare le energie mentali e fisiche e darci la giusta carica per affrontare la

Leggi Tutto »

Scopri di più da Laboratorio Salute

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere