Il 23 giugno di ogni anno viene celebrato l’Olympic day! Il giorno che nasce per promuovere l’attività del comitato olimpico internazionale e ricorda la nascita dei giochi olimpici moderni.
Il 23 giugno 1894 alla Sorbonna di Parigi, il barone Pierre de Coubertin sigla la nascita dei giochi olimpici moderni con la volontà di ripristinare una manifestazione che aveva radici molto antiche.
L’Olympic day viene celebrato per la prima volta nel 1947 con lo scopo di promuovere il concetto delle olimpiadi.
Nel 1978 il comitato internazionale raccomanda ai comitati nazionali di organizzare ogni anno una giornata di promozione dello sport.
Nel 1987 nasce la corsa dell’Olympic day sempre con lo scopo di promuovere il movimento come stile di vita.
Ogni anno, il 23 giugno, ciascuno di noi può essere di ispirazione agli altri condividendo una foto della propria pratica sportiva sui social, utilizzando #letsmove, #OlympicDay e taggando @Olympics.
La missione del movimento Olimpico è “rendere il mondo un posto migliore attraverso lo sport”, ogni anno il 23 giugno si prova a promuovere, tutti insieme questa missione!
Olympic Day e osteopatia: cosa ci entra?
Nel 2010 l’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica gli standard per la formazione in Osteopatia, avendo già riconosciuto tale disciplina una pratica di valore sociale con dignità di professione sanitaria. Il mondo si sta ancora adeguando a questo.
Il Comitato olimpico internazionale ha riconosciuto ufficialmente l’importanza della pratica osteopatica ad utilizzo degli sportivi nel 2012, quando per i Giochi di Londra ha messo a disposizione ben 24 osteopati.
Un traguardo importante per l’Osteopatia che entra per la prima volta nella rosa dei professionisti messi a disposizione degli atleti. Complice l’Inghilterra in cui l’Osteopatia era già ampiamente riconosciuta e legiferata.
Nelle seguenti edizioni olimpiche il numero di trattamenti è andato sempre in crescita.
Osteopatia e Giochi olimpici: un matrimonio che dura!
é importante sottolineare che l’organizzazione olimpica prevede uno staff sanitario che è di supporto alle squadre che non ne possiedono uno specifico.
In italia ogni federazione è organizzata con uno staff dedicato, più o meno ricco di professionisti a seconda degli atleti qualificati ai giochi e del budget messo a disposizione. Oltre l’organizzazione federale, il comitato olimpico nazionale italiano (C.O.N.I.) prevede ogni edizione di mettere a disposizione un’ampia scelta di professionisti tra medici specializzati, osteopati, fisioterapisti e chiropratici. Nessun atleta viene lasciato senza assistenza sanitaria.
C’è da ricordare che nella sfilata olimpica oltre le nazioni con centinaia di atleti, ci sono bandiere con solo 1 o due atleti.
Olympic Day: cosa facciamo noi di Laboratorio Salute per il movimento sportivo.
Io e Marco ci siamo conosciuti grazie alla nostra passione per l’osteopatia e lo sport.
Ero stata invitata come relatrice alla conferenza nazionale per gli allenatori di canottaggio, la mia presentazione si occupava di spiegare come osservavo un atleta e quali erano i miei consigli per gli allenatori.
Marco, ex atleta e allenatore di canottaggio, già diplomato isef e laureato in podologia, studiava osteopatia e quando vide il tema della mia presentazione si incuriosì e partecipò alla conferenza dove ci siamo conosciuti.
Dunque partiamo proprio da lui che ha vissuto tutti gli aspetti dello sport: da atleta ad allenatore e preparatore di diversi sport, personal trainer in palestra fino all’insegnamento nelle scuole.
Marco ha un amore viscerale per lo sport di cui conosce ogni aspetto, sia tecnico che logistico. Per ogni domanda che mi viene in mente, lui sa la risposta. Resto sempre stupita da questo suo enorme bagaglio di conoscenza.
é stato un peso leggero, che vuol dire che doveva mantenere il suo peso attorno ai 70 kg.
Questa categoria di atleti è in grado di allenarsi mangiando e bevendo pochissimo, sviluppando in questo modo una forza mentale impressionante.
Ha iniziato a praticare osteopatia e si è subito inserito nel gruppo degli osteopati della nazionale di canottaggio, di cui tutt’oggi fa parte. é sempre pronto a scoprire novità e curiosità su come aiutare gli atleti a gestire gli allenamenti, a migliorare il recupero prima ancora di entrare in campo quando si fanno male.
Ricordiamo che il ruolo dell’osteopatia è prima di tutto preventivo!
Veniamo a me che ho praticato sport fin da adolescente, senza addentrarmi nei meandri più profondi della filosofia e soprattutto della disciplina che lo sport richiede.
Ho iniziato a far parte dello staff della nazionale di canottaggio nel 2013, neo osteopata, pensando di fare solo un raduno e tornare alle mie attività di routine. Da lì ho fatto parte dello staff del coni, dell’hockey su prato, delle fiamme gialle e di tre nazionali estere di canottaggio. Ho partecipato a una edizione dei Giochi Olimpici e alla preparazione delle successive due edizioni.
é andata molto diversamente da ciò che pensavo: durante quel primo raduno mi dissero che avrei dovuto presiedere il mondiale in estate, io ero spaventata a morte. Ma andai lo stesso.
Dopo poco mi chiesero aiuto per la gestione dello staff che diventava sempre più numeroso e complesso.
Da lì in pochi anni ho avuto la nomina ufficiale di coordinatrice prima dello staff osteopatico e poi dello staff fisioterapico e osteopatico.
E sono rimasta in questo ruolo fino al dicembre 2023.
Nella mia carriera ho preparato assieme agli atleti i giochi di Rio 2016, Tokyo 2020ne e Parigi 2024.
Nel 2015 mi ero allontanata da loro per un problema di salute. E pensavo fosse un allontanamento definitivo.
A Marzo 2016 ho iniziato la preparazione di Rio con la dedizione che ero solita mettere nelle cose, così ogni week end, correvo al lago per cercare di essere di suporto.
Una mattina di maggio mi chiamò il mio caro collega e mentore Maurizio, dicendomi che avrei dovuto accompagnare la squadra ai giochi olimpici.
Mentre lo scrivo le emozioni sono ancora vive!
Quel giorno lì fui talmente felice da non riuscire neppure a dormire la notte.
Nel 2019 ho avuto una forte crisi e volevo allontanarmi, Marco e gli allenatori a me vicini mi hanno aiutata a superarla!
Come gruppo abbiamo affrontato molte sfide: alcune tanto difficili e profonde che credo ci abbiano lasciato un segno indelebile. A tutti, come singoli e come gruppo.
E qui parlo della malattia e poi la morte di un atleta.
E poco dopo della malattia e poi la morte di uno dei capisaldi della struttura sanitaria: un medico, una donna che era riferimento degli atleti, ma anche del settore sanitario e tecnico!
Abbiamo affrontato il covid, restando in raduno mentre tutta l’Italia era chiusa in casa, abbiamo vissuto con choc l’annullamento dei giochi del 2020, ripreso la preparazione dei giochi del 2020ne, emotivamente provati e per gli atleti con un ulteriore stress psicofisico. Hanno fatto per due volte consecutive la preparazione olimpica.
E in ultimo la preparazione di Parigi 2024.
In queste esperienze, in ogni atleta che ho avuto l’onore di supportare, in ogni tecnico con il quale mi sono confrontata ho imparato i valori olimpici e i valori del mondo sportivo.
Tanto che durante il travaglio attivo del mio primogenito, Marco leggeva i messaggi da Tokyo sul mio telefono e io rispondevo, tra una contrazione e l’altra per assicurarmi e assicurare al direttore tecnico la logistica dell’evento. Anche se l’avevamo già sistemata mesi prima.
Il giorno olimpico è la giornata che celebra tutte quelle persone che ogni giorno dedicano anima e corpo alla crescita di uno sportivo, alla costruzione meticolosa della loro preparazione fisica e mentale.
Happy Olympic Day ad ognuno di voi! Che lo sport sia nel vostro stile di vita: per supportare la vostra autostima, la vostra determinazione e la vostra salute!

