Quando parliamo di prevenzione infortuni nel canottaggio viene subito in mente il mal di schiena, come se l’uno e l’altro viaggiassero a braccetto.

Ogni canottiere sperimenta il dolore alla schiena almeno una volta nella sua carriera, questo non vuol dire che chi intraprende la pratica del canottaggio debba soffrire in maniera continuativa di lombalgia… o di qualsiasi altro dolore!

Le moderne tecniche di allenamento permettono di applicare i criteri di prevenzione degli infortuni dalle più tenere età.

Inoltre si vede sempre più spesso la collaborazione delle società remiere con professionisti sanitari. Quando poi i professionisti sanitari hanno cognizione del mondo sportivo in generale e del canottaggio in particolare, lavorare attorno all’atleta diventa particolarmente divertente!

Il rischio infortuni nell’U19.

Abbiamo visto nel precedente articolo le forze a cui sono sottoposte determinate vertebre per spostare la barca. E il conseguente rischio di sviluppare dolore.

La domanda da porci è: come guardiamo l’atleta? I motivi dell’insorgenza del dolore sono gli stessi uguali negli U19, U23 e senior?

La letteratura ci dice di no.

Nelle categorie giovanili l’applicazione della tecnica ha una rilevanza significativa sull’instaurarsi di un mal di schiena, nel mondo olimpico invece la mole di allenamento ha un’incidenza maggiore rispetto alla qualità biomeccanica della voga.

Un aspetto cruciale è rivestito anche dall’ambiente al quale siamo esposti, in genere le società riescono a fornire agli atleti un clima più  sereno di quello al quale si è esposti durante un collegiale.

é fondamentale in questa categoria di atleti curare la tecnica in tutti i momenti dell’allenamento. Così come in barca si riprende l’atleta sulla lunghezza all’attacco, o sulla gestione della colonna lombare sul finale, allo stesso modo va posta attenzione all’approccio alla corsa, alla bici o al bilanciere. Siamo ancora nella fase in cui l’allenatore non può abbassare la guardia, pensando di aver fatto un buon lavoro negli anni passati.

La parola d’ordine per gli U19 è tecnica! Tecnica di voga, tecnica nella corsa, tecnica nella pesistica, tecnica sul remoergometro e tecnica nell’allungamento. Unico aspetto sul quale si può responsabilizzare il ragazzo. Come ormai chiaro lo stretching ha poco a che vedere con il rischio infortuni!

Un buon allungamento muscolare permette: la libertà articolare necessaria per esprimere un gesto ottimale e la lunghezza ottimale delle fibre muscolari.

Quest’ultima caratteristica è importante per la maggior espressione del muscolo.

Prevenzione infortuni nelle categorie giovanili.

Cosa possiamo fare per ridurre al minimo il rischio infortuni?

Ci sono due cose alla base della prevenzione: la forza e l’equilibrio.

Gli esercizi di forza sono l’elemento cardine della prevenzione degli infortuni.

é importante avere una buona routine sugli esercizi con sovraccarichi, strutturare bene la progressione al carico e controllare la tecnica di esecuzione degli esercizi!

Guai a tralasciare gli esercizi per l’addome e il core, il rinforzo degli ischiocrurali e il gran dorsale.

Ognuno di noi ha dei disequilibri muscolari, atleti compresi!

Guardateli, testateli, dategli degli esercizi di attivazione e degli esercizi di rinforzo o di mobilità da eseguire in autonomia al termine degli allenamenti in sala pesi!

L’equilibrio va inteso a 360gradi, è importante avere un clima sereno dove far allenare i ragazzi, è importante avere un osteopata o un altro professionista sanitario di riferimento con il quale sia possibile un dialogo, è importante che i ragazzi riposino e che si divertano!

Lo stretching nella pratica quotidiana.

L’allungamento ha poco a che vedere con la prevenzione infortuni. Rappresenta però un patrimonio inestimabile per il canottiere e per molti altri sportivi.

Perché?

Perchè le restrizioni di mobilità delle articolazioni, a responsabilità muscolari, limitano la lunghezza della palata e questo aspetto condiziona la performance!

Inoltre il muscolo psoas se debole, chiede aiuto agli adduttori e vedrete le punte dei piedi ruotare indentro sul finale, in genere al remoergometro.

Quando invece è troppo attivo, tende ad inibire l’attivazione dell’addome e si vede bene nelle lombari che si arrotondano sul finale!

Insomma abbiate cura dei vostri muscoli, che siano lunghi e molto forti.

E relazionatevi con professionisti della salute che abbiano voglia di entrare nel vostro mondo sportivo e ragionare per l’equilibrio del vostro corpo e dei vostri compagni di barca!

 

 

 

 

 

 

 

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